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April 24 Quanto succede nel corso della mia vita specialmente l'infami comportamenti della chiesa cattolica io li denuncio in versi crudi veritieri perché reali. Pertanto scrivo, denuncio senza i classici peli sulla lingua! Desto dal sogno dove celebrammo l'intimo ora mi sei negli occhi e t'amo April 21
raccontami l'intimo dell'avventure tu che delle spiagge spumeggi all'onde brezze gabbiani nuvole colme d'aliti sorvolano i tuoi fianchi il seno le caviglie le labbra rosa il sangue sconvolgimi di sole cheta l'astro li tormenti ed ora all'ombre esistimi e lento sia il fuoco dell'ardente orgasmo April 14 si presentò completamente nuda al mio cospetto nuda come la volle dio
Citazione
Il venditore di storie. Prosa poetica di Renato Milleri (Remil)
Se ne stava tranquillo come un giorno di Natale. Seduto per terra fumava fumava e faceva grandi anelli di fumo.
"Ecco i cerchi, i grandi cerchi della vita. Qui dentro vivono le mie storie. Io le vendo, signori, anche per un sorriso"
Era un venditore di storie come ce ne sono tanti. Aveva i capelli lunghi, molto lunghi, ed anche la barba era lunga. Non piangeva ma soprattutto non rideva. Non aveva voglia di ridere, guardava solo il volto e poi gli occhi dei passanti.
"Sono un venditore di storie, diceva, chi le vuole? Non abbiate paura di me, non faccio del male a nessuno io. Sono un uomo, non sono la vostra coscienza e nemmeno vostro padre. Io vendo storie, storie vere s'intende, ma anche possibili. Ne ho per tutti i gusti, posso farle su misura perché conosco il segreto dei vostri desideri. So come siete fatti e quello che pensate. Conosco le vostre donne quando sono femmine. Conosco le vostre paure quando perdete una battaglia od una guerra. Io vendo vita, signori, non fumo come i quotidiani che leggete"
Il venditore di storie s'era chinato come se soffrisse, prese a tossire e a ridacchiare e si accendeva una sigaretta dopo l'altra. Sputava ora a destra ora a sinistra
ed anche al centro della strada nonostante la gente avesse cominciato a pressarlo. Si leccava le ferite."Guardatemi, queste sono ferite che non fanno male. Sono ferite d'amore che voi non potete conoscere poiché non potreste sopportarle e morireste. Ma non racconterò questa storia perché è la mia e il prezzo che chiederei non potreste pagarlo. Vorrei raccontare invece di chi seduce le vostre mogli, di chi modifica il cervello degli uomini sulla terra, di chi distrugge i vostri figli penetrando le loro menti per renderle qualunquiste e mai appagate. Le mie storie, signori vivono l'aria di queste vostre città malate, l'aria d'impossibili felicità che vi giocate al gioco della fortuna ogni giorno perché sempre volete qualcosa di più. Quanto tempo sprecato in piazza in 100 in 1000 in 10.000 perché soffrite l'aria dei vostri vuoti dei silenzi rappresi del vostro essere niente in queste città che avete reso insane dove muoio ogni giorno come uomo ridotto ad unità produttiva senza più anima e senza più significato. E' troppo alto il prezzo del coraggio per fare come me che ho abbandonato tutto per venire a morire qui tra voi per raccontare le storie che dovrebbero farvi tremare la mente e il cuore"
Le sue parole erano divenute gelide come l'inverno e sembrava aspettare un cenno. D'improvviso cacciò un urlo e s'accascio' al suolo. Aveva sulla bocca una piega amara e sul volto una maschera di sangue e fango.Tutti fuggirono, solo un bimbo con una pietosa mano piena di speranza accarezzò i suoi lunghi capelli e restò accanto al venditore di storie steso agonizzante insanguinato come un vitello colpito quasi certamente ad una tempia da un sasso al centro d'una piazza di una grande città in un giorno d'inverno dell'anno che più vi piace.
Renato Millèri - Remil
(da "La nostra città violenta")
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